L'aiuto dello psicologo

Comunicazione familiare e genitoriale

Il primo assioma della comunicazione umana, sintetizzato da Paul Watzlawick e colleghi nell'opera "Pragmatica della comunicazione umana" (1967) afferma che: "Non si può non comunicare". Questo perché, anche senza parole, ogni comportamento comunica sempre qualcosa. 

"Nella comunicazione la cosa più importante è ascoltare ciò che non viene detto". 
-Peter Druker-

Bisogna perciò essere consapevoli delle proprie comunicazioni e, soprattutto all'interno dell'ambito familiare e genitoriale, impegnarsi il più possibile affinché la comunicazione sia chiara, diretta e funzionale e vi sia un buon clima comunicativo.
La comunicazione all'interno della famiglia è estremamente importante perché permette a ognuno di esprimere i propri bisogni, i propri desideri e le proprie preoccupazioni. È attraverso la comunicazione che i membri della famiglia sono in grado di risolvere gli inevitabili problemi che sorgono in tutte le famiglie.
Nei tempi moderni, invasi dalla tecnologia e con sempre meno tempo a disposizione da trascorrere in famiglia (lavoro, scuola, doposcuola, palestre, hobby, smartphone, TV, tablet, PC, PlayStation, etc.), il primo ostacolo alla comunicazione è proprio la mancanza di momenti da dedicare al parlarsi e al raccontarsi. Seppur la condivisione e il piacere di aprirsi agli altri, in famiglia dovrebbe essere qualcosa di spontaneo il primo passo per migliorare la comunicazione familiare sarebbe quello di scegliere e concordare un tempo per stare insieme e condividere le proprie vite, le proprie emozioni, i propri pensieri.
Uno degli obiettivi primari della terapia familiare è quasi sempre l'incoraggiamento e il miglioramento della comunicazione in famiglia.
Succede spesso che si scarichi sui figli o sul partner il nervosismo accumulato al lavoro così come accade che problemi legati alla scuola o alle amicizie che colpiscono i figli, non vengano "compresi" dai genitori e quindi sono tenuti nascosti, con conseguenze pesanti sulla comunicazione in famiglia. 
Generalmente le principali motivazioni che portano a difficoltà nell'ambito familiare sono le crisi di coppia, la malattia o la morte di una persona cara, la perdita del lavoro, la mancanza di stabilità economica, un trasferimento, il passaggio all'adolescenza e gli insuccessi scolastici e/o sociali.
Se vi è una buona comunicazione familiare alla base molte di queste difficoltà possono essere superate più facilmente, restando uniti e affrontandole insieme.
Oltre a una comunicazione di tipo strumentale che è uno scambio di quelle informazioni che consentono agli individui di svolgere le comuni funzioni familiari (per es. concordare l'orario in cui si preleverà il figlio da scuola) esiste una comunicazione di tipo affettivo. La comunicazione affettiva è il modo in cui i singoli individui che compongono la famiglia condividono le proprie emozioni (per esempio, tristezza, rabbia, gioia).
In alcune famiglie funziona molto bene la comunicazione strumentale ma si hanno grandi difficoltà con la comunicazione affettiva. Le famiglie sane sono in grado di comunicare bene in entrambe le aree.

Cosa può fare lo psicologo? Come può aiutare?

  • Lo psicologo può riconoscere eventuali problemi comunicativi e lavorare insieme alla famiglia per migliorare i diversi aspetti e modalità della comunicazione per evitare l'instaurarsi di modelli comunicativi malsani che, nel tempo, possono causare seri problemi strutturali e funzionali al sistema familiare e ai singoli componenti.

Info E Appuntamenti

Matteo Sinatti - Psicologo, Ipnotista esperto in PNL.
Riceve in Valdarno (Bucine e Montevarchi) e a Milano.

Possibili Consulenze via Skype, Messenger Video, Whatsapp Video.

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