Conosci le ferite del suo passato? COME CURARE L’ALTRO CON L’AMORE

Quando due persone si incontrano nel presente inevitabilmente entrano in contatto con i rispettivi passati.

“Noi siamo il nostro passato”, affermava il filosofo Henri Bergson.

È anche grazie al passato che la persona che hai accanto è diventata la persona che ami. È bello ripercorrere insieme, mano nella mano, la strada della vita che l'ha condotta a te, anche se lunga e tortuosa.
Conosci le ferite del suo passato?

È anche grazie al passato che la persona che hai accanto è diventata la persona che ami.

È bello ripercorrere insieme, mano nella mano, la strada della vita che l'ha condotta a te, anche se lunga e tortuosa.

È importante conoscere le esperienze passate dell'altro ma è altrettanto importante non aver paura delle sue ferite e non incorrere in inutili gelosie.

Prendi il passato dell'altro come capitoli della sua vita che si sommano al grande libro del VOI e cerca di sfogliare quei capitoli, in cui tu non figuri ancora tra i protagonisti, senza giudicare

“Se il presente cerca di giudicare il passato, perderà il futuro.” (Sir Winston Churchill)

E, dunque, come dovrai comportarti quando la persona che ami ti aprirà il suo cuore mostrandoti le sue fragilità, le sue debolezze e soprattutto le ferite del suo passato?

Secondo una leggenda lo shōgun Ashikaga Yoshimasa (1435-1490), durante la cerimonia del tè, tradizionale rito giapponese, era solito utilizzare sempre la stessa tazza di ceramica, la sua preferita in assoluto. Un giorno questa tazza si ruppe e così decise di mandarla in Cina, dov’era stata realizzata, per farla riparare. Dopo molti mesi di attesa, la tazza gli ritornò "sistemata alla meglio" con semplici graffette metalliche, che non solo ne rovinavano l'aspetto ma lasciavano anche fuoriuscire il tè. 

Allora Yoshimasa incaricò i suoi artigiani di trovare una soluzione che fosse sia funzionale che estetica. Gli artigiani, colpiti dalla caparbietà dello shōgun nel voler riparare a tutti i costi la sua amata tazza, provarono a riempirne le crepe con resina di lacca e polvere d’oro rendendola più forte, più bella e più preziosa di quanto non fosse prima di rompersi.

 

Nacque così l'arte giapponese del kintsugi (o kintukoroi), dalle parole kin (oro) e tsugi (riparazione),  ovvero "riparare con l’oro".

Metaforicamente si può fare lo stesso con le nostre ferite, siano esse fisiche o emotive.

Ogni nostra cicatrice, nel corpo o nell'anima, ci rende unici, diversi da qualsiasi altra persona. Ed è il suo essere unico la cosa che più amiamo nell'altro.

Ognuno di noi porta con sé i segni delle battaglie del passato. Non bisogna nascondere le ferite ma aprirsi all'altro e alle sue cure.

Capiterà che la persona che ami sia arrivata fino a te ferita e "ricucita male", esattamente come un oggetto rotto riparato con delle graffette metalliche. Proprio come gli artigiani giapponesi puoi prenderti cura di quelle ferite e ripararle con oro puro: il tuo amore. 

Perché se tra i metalli nulla è più prezioso e nobile dell'oro, tra le emozioni la più preziosa e nobile è senz'altro l'amore.

 

E ricorda:

 

"Non c’è niente di più bello di una persona che rinasce. Quando si rialza dopo una caduta, dopo una tempesta e ritorna più forte e bella di prima. Con qualche cicatrice nel cuore sotto la pelle, ma con la voglia di stravolgere il mondo anche solo con un sorriso”. 

(Anna Magnani)

 

Se tu saprai prendere parte al suo processo di guarigione allora le sue cicatrici brilleranno di luce: quella del vostro amore.

Dott. Matteo Sinatti
Dott. Matteo Sinatti - Psicologo, Ipnotista in Valdarno

Esperto in consulenza psicologica per adulti, coppie e adolescenti. Senior Trainer, Professional Coach (sport, management)

Riceve a Bucine (AR), Montevarchi (AR), Milano. Skype

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