Uscire dalla morsa dell’abitudine: AGISCI PER DARE FORMA AI TUOI SOGNI!

"Ogni giorno mi guardo allo specchio e mi chiedo:
se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita,
vorrei fare quello che farò oggi?
Se la risposta è NO per diversi giorni consecutivi,
so che ho bisogno di cambiare qualcosa".

(Steve Jobs)
Agisci per dare forma ai tuoi sogni

Se provi a porti la stessa domanda, qual è la TUA risposta?

Se la tua risposta è NO allora è il momento di cambiarle e l'unico modo che abbiamo per cambiare le cose nella vita è AGIRE.

 

I due principali ostacoli al cambiamento e all'azione sono: l'abitudine e la paura.

La nostra vita, così com'è, anche quando ci va stretta, anche quando non ci piace, è strutturata nella sicurezza: la sicurezza dell'abitudine

È facile intuire quanto possa essere difficile prendere decisioni che mettano a rischio la regolarità della nostra vita, le certezze che abbiamo. 

 

“L’abitudine rende sopportabili anche le cose spaventose” direbbe Esopo.

E questa è la morale di una delle favole di Esopo dal titolo “La volpe e il leone”:

Una volpe, non avendo mai visto un leone, quando lo incontrò per caso, per prima cosa vedendolo si impaurì così tanto, che per poco non morì di paura.

La seconda volta, imbattendosi ancora in lui, si spaventò, ma non come la prima volta. 

La terza volta vedendolo ebbe coraggio, così, avvicinatasi, gli rivolse addirittura la parola.

La favola insegna che l’abitudine mitiga anche le cose paurose.

L'abitudine è assuefazione:

ci fa rimanere anche in situazioni per noi tossiche per paura che la disintossicazione equivalga a sofferenza. Forse un po' di sofferenza ci sarà ma i benefici alla fine saranno senz'altro di più. Potrai respirare aria nuova, vedere nuovi orizzonti, scoprire e provare nuove sensazioni e nuove emozioni che altrimenti ti resterebbero precluse..

L'abitudine non ha un’accezione esclusivamente negativa. Tante sono le abitudini positive e anche quelle in un certo senso indispensabili. È il caso per esempio di quelle che ruotano attorno ai nostri ritmi circadiani (ad esempio l'orario in cui ci svegliamo e quello in cui andiamo a dormire).

Diverso è il caso di abitudine e zona comfort.

L'espressione zona comfort sarebbe nata inizialmente per indicare l’intervallo di temperatura tra i 19 ed i 26 gradi in cui le persone non hanno né freddo né caldo e quindi non avvertono l’esigenza di intervenire per modificare l’ambiente.

Finché si resta nella comfort zone, quella zona in cui sentiamo di avere il controllo di tutto e che soddisfa il nostro bisogno di sicurezza, sarà difficile realizzare davvero un desiderio.

Per paura del cambiamento

tante persone preferiscono continuare a fare un lavoro che non dà soddisfazioni piuttosto che rischiare e provare a fare qualcosa di nuovo. Alcuni hanno una tale paura delle delusioni che preferiscono rimanere confinati nella solita e stabile cerchia di amicizie, magari nemmeno piacevoli o stimolanti, pur di non fare nuove conoscenze. C’è anche chi preferisce rimanere intrappolato in una relazione negativa, piuttosto che affrontare una separazione e un nuovo inizio con tutte le incertezze che questo comporta.

La paura della novità, e quindi dell'ignoto, è sempre in agguato e blocca la nostra volontà ad agire. Ciò che rende difficile agire un cambiamento è anche la consapevolezza che sarà impossibile tornare, in maniera identica, alla situazione di partenza.

È l'eterno dilemma tra rimorso (che presuppone l'azione) e rimpianto (che presuppone la non azione). 

Tuttavia ti garantisco che è molto più semplice cambiare attivamente le cose che subire passivamente un cambiamento. I cambiamenti arrivano sempre, che tu lo voglia o no.

 

Perché per quanto tu possa non volere: 

"Tutto muta, eccetto la legge del mutamento". (Eraclito)

Tu vuoi essere l'agente dei tuoi cambiamenti, dando forma e sostanza alla tua vita, o vuoi subire la vita come una sceneggiatura già scritta di cui puoi solo recitare le battute?

Inoltre, devi sapere, che ci sono momenti nella vita in cui agire diventa qualcosa di obbligato e quando succede la nostra scelta non è più una scelta ma l'unica scelta disponibile. 

Una situazione analoga, accade nel gioco degli scacchi (usato spesso come metafora di vita). Normalmente negli scacchi "avere la mossa", quindi poter muovere i pezzi, è un vantaggio, in quanto il giocatore può decidere quali attacchi o difese portare avanti. Può capitare però una situazione in cui uno dei due giocatori muovendo subirà una grossa perdita o addirittura uno scacco matto. Questa situazione negli scacchi è conosciuta con la parola tedesca "Zugzwang" da zug (mossa) e zwang (forzata) e significa "obbligato a muovere". 

Il giocatore, che durante la partita, viene a trovarsi in Zugzwang va a perdere proprio perché è costretto a muovere mentre sarebbe salvo se potesse "saltare la mossa".

 

Quindi non aspettare di trovarti in una situazione simile nella vita, ma agisci prima!

Un concetto di azione molto particolare e dibattuto si ritrova nella filosofia orientale taoista: il cosiddetto "wu wei".

È un principio contenuto nel famoso Dao Dejing, il Libro della Via e della Virtù, la cui composizione risale a circa 2500 anni fa ad opera di Laozi, uno dei più importanti filosofi cinesi. Nonostante wu wei significhi letteralmente "non azione" non si parla affatto di passività, ma di perfetta sincronia con lo scorrere della vita.

Il wu wei viene spesso associato all’immagine dell’acqua. Lo stesso Laozi usa questa metafora:

L’acqua scorre leggera e si adatta ad ogni superficie e conformazione del terreno. Prende senza riluttanza la forma del contenitore in cui viene versata. Pur non opponendo resistenza, l’acqua ha la capacità di scavare la pietra pazientemente; nel momento propizio sa scatenare una forza incredibile, distruggendo, inondando e sommergendo tutto ciò che trova sul suo percorso. L’acqua rimane compatta e si adatta senza fatica a ogni situazione.

Una volta compreso che nulla resta immutato il suggerimento che il wu wei porta in sé è che osservando attentamente la realtà, in perfetto equilibrio con noi stessi e con essa, il momento propizio per intervenire si rivelerà da sé senza sforzo da parte nostra.

Momento propizio nella tradizione occidentale è diventato sempre più sinonimo di quel "cogli l'attimo' il cui senso è stato frainteso e travisato. Il famoso “carpe diem” di Orazio non è, infatti, un "cogli l'attimo" ma "cogli il giorno": è un invito ad agire nel presente senza riporre troppa fiducia nel domani. 

Si parla tanto di "sogni nel cassetto". Tu da quanto tempo non ci guardi in quel cassetto?

Aprilo e comincia a svuotarlo provando a realizzare un sogno alla volta. Perché se li lasci nel cassetto i sogni, a poco a poco, scompaiono consumati dal tempo. Finché puoi, finché potrai scegliere e cogliere il giorno, apri il cassetto e scrolla di dosso ai tuoi sogni la polvere delle tue paure.

“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine:

 chi non rischia la certezza per l’incertezza nel seguire un sogno”. 

(Martha Mederiros)

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Dott. Matteo Sinatti
Dott. Matteo Sinatti - Psicologo, Ipnotista in Valdarno

Esperto in consulenza psicologica per adulti, coppie e adolescenti. Senior Trainer, Professional Coach (sport, management)

Riceve a Bucine (AR), Montevarchi (AR), Milano. Skype

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